Il fenomeno dei social network non si ferma davanti a nulla: non c’è dittatura, censura o propaganda che tenga. E a Pechino lo sanno bene. In Cina infatti social network non è sinonimo di Facebook – per altro bloccato perché veicola informazioni non armonizzate – e non volendo privare i giovani netizen cinesi del piacere dell’ozio e del relax d’ufficio, si è fatto largo nel web cinese il clone festoso della creatura di Zuckerberg: Kaixinwang, “la rete della felicità”. (continua su China Files)
(anche su Sky TG24)
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