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Fammi un “qiezi” per il web

Qiezi (leggi “ciè-z”), traduzione cinese di melanzana, ha la stessa funzione del “cheeeese” americano. Se devi essere fotografato, in Cina, devi sorridere dicendo melanzana.
Da ieri, se  vuoi aprire un sito internet con un dominio personale in Cina, devi presentarti di persona davanti ai rappresentanti delle autorità di controllo e degli internet provider, consegnare i tuoi documenti e farti fotografare, meglio se con un bel qiezi.
Questo il nuovo iter approvato dal ministero dell’industria e dell’informatica cinese, proprio mentre Google e Pechino discutono (per ora senza alcun esito) sul futuro del motore di ricerca in Cina e relative condizioni.
La stretta sulle licenze web è arrivata dopo una lunga campagna anti-pornografia online condotta dal governo, mettendo l’accento sulla necessità di maggiori controlli all’interno della rete che, tra Google, Twitter, blogger dissidenti e liquidità delle informazioni, rappresenta oggi il principale cruccio dell’establishment politico cinese. E non certo per culi e tette.

Fonti: AP

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4 Trackbacks/Pingbacks

  1. [...] (Matteo Miavaldi) [...]

  2. Essere all’altezza - manteblog on 24-feb-10 at 12:52 pm

    [...] Miavaldi spiega che da qualche tempo in Cina per aprire un sito web e’ necessario presentarsi davanti [...]

  3. uberVU - social comments on 24-feb-10 at 10:06 pm

    Social comments and analytics for this post…

    This post was mentioned on Twitter by majunteo: http://cinesate.it/?p=166...

  4. Tranquilli che ci arriviamo anche noi on 26-feb-10 at 12:33 am

    [...] Leggo che in Cina altro che fax al Nic: per aprire un sito internet personale devi farti schedare, come i pregiudicati e indiziati di reato. Un sistema ingegnoso : così sanno già con chi prendersela.  (via mantellini) [...]

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